mercoledì 30 gennaio 2013

Anni 20 e Art Decò

Anni '20. E subito immagino una donna dai capelli corti, lunghi fili di perle al collo e abiti corti sfavillanti e dalle linee morbide.

greatgatsbyfashion.blogspot.it

Ma gli anni '20 sono anche, e prima di tutto, l'Art Decò. Corrente avanguardista presentata all'Esposizione delle Arti Decorative del 1925 a Parigi, che rompe con l'arte figurativa del passato. 

La rappresentazione della realtà non è più "così come appare", ma tende sempre più all'astrattismo (i cui primi segnali già erano presenti nella Secessione Viennese di inizio secolo).

woodstockwardrobe.files.wordpress.com

Per comprendere l'Art Decò è d'obbligo guardare prima di tutto le matrici formali da cui attinge:

- il CUBISMO, che rompe con il realismo come già avevano iniziato a fare gli Impressionisti e si spinge sempre di più verso l'astrazione e la rappresentazione geometrica;


ilcassetto.forumcommunity.net/?t=49983498

- il BALLETTO RUSSO, con i suoi colori forti, i tessuti pesanti, la densità di materie e colori;

balletto.net

- l'ARTE NEGRA, che introduce aspetti della cultura africana nella moda, nei tessuti, nelle sedute, negli elementi decorativi;

blog.libero.it/lerideau


- la tradizione figurativa francese, frutto di menti CARTESIANE che impongono razionalità ed estrema attenzione ai rapporti geometrici.

In cosa si tradurrà tutto ciò?

Nelle due parole chiave del design degli anni '20: GEOMETRIA e COLORE.
A cui sarà dedicato uno dei prossimi post.


sabato 26 gennaio 2013

Finestre veneziane

Camminare senza fretta tra calli e campi, in un pomeriggio scaldato da un pallido sole. E sentire il loro sguardo, fiero ed accogliente allo stesso tempo, che ti accompagna verso percorsi nuovi. Ecco Venezia e le sue finestre.







 










 


























Dedicato alla mia amica Fiore e alla sua Michelle.


martedì 8 gennaio 2013

Ornamenti mediterranei


L’architettura mediterranea, in particolare quella di Spagna e Portogallo, è fortemente caratterizzata dall’uso di ceramiche per pavimenti e rivestimenti. 
Basti pensare all’azulejo, piastrella di ceramica smaltata e decorata, tradizionalmente di forma quadrata e decorata con elementi geometrici o riferimenti a forme naturali.

wikipedia.org


Il nome azulejo deriva dall’arabo e significa “pietra levigata”. 
La sua dimensione tipica è un quadrato di 14 cm di lato. Sembra perché riconducibile al numero 7, considerato magico nelle tradizioni popolari: un metro quadro è infatti posato affiancando 7 righe per 7 colonne.

studenti.it

Utilizzato inizialmente per gli interni, l’azulejo era decorato con motivi geometrici e riproduceva tappeti e tappezzerie. 

Portato poi gradualmente all’esterno dell’abitazione, ha caratterizzato fin dall’inizio del ‘900 l’architettura di edifici, chiese, strade, metropolitane, scale e molto altro ancora.

portogallo.me
 
Oggi, che si tende a recuperare e riscoprire le tradizioni dell’artigianato e del lavoro manuale, l’azulejo torna ad entrare nelle nostre case. 
Portando con sé il fascino di un mondo lontano che, accostato ad elementi di arredo lineari e moderni, crea una commistione di generi affascinante ed originale.

facebook.com

archiexpo.it

archiexpo.it
interiorsfromspain.com

mercoledì 2 gennaio 2013

Secessione Viennese

Il Leopold Museum è un cubo alto 24 metri ricoperto da pietra calcarea bianca e alleggerito da feritoie rettangolari poste in modo irregolare a filo parete, da cui entrano improvvisi e quasi accecanti raggi di luce.  


Un'enorme cassaforte che custodisce tra gli altri, i capolavori dello Stile Liberty. Un luogo magico, in cui trascorrere un tardo pomeriggio invernale, avvolta dal silenzio e dal bianco splendente incorniciato dalle grandi finestre sul centro storico di Vienna


Ed ecco che l'emozione provata all'American Bar si ripresenta immediatamente, ancora più persistente e coinvolgente, appena varcata la soglia della sezione dedicata alle arti grafiche. Qui ritrovo gli stessi colori, le stesse forme, la stessa atmosfera.

E' l'eco della Secessione Viennese di inizio Novecento, che risente del clima culturale del simbolismo e allo stesso tempo recupera la tradizione utilizzando nuove forme e nuovi materiali come il vetro, il metallo ed il cemento. 


Lo stile impressionista è ormai un lontano ricordo. 
I colori sono più decisi e netti, le forme più definite, geometriche e lineari. Il linguaggio è fatto di allegorie e metafore, spunti simbolici e mitologici. Le figure sono stilizzate. 



I riferimenti principali di questa corrente sono l'arte classica e barocca e la pittura giapponese.

Da qui derivano la tendenza all'appiattimento delle immagini e il ricorso ad elementi floreali. Nelle tele e nei disegni appaiono spesso iscrizioni ed è frequente il ricorso all'oro come elemento decorativo.


Non ci si limita più ad una rappresentazione realistica del paesaggio e dell'essere umano ritratto nelle sue attività pubbliche o private: si indagano e si esprimono il senso del destino, il mistero della vita umana, le età della vita, il rapporto tra amore e morte.



Ormai è tardi. A malincuore esco da questo luogo magico e, sotto la neve, mi riprometto una nuova visita.

Anche perchè poco lontano si staglia davanti a me il Mumok, Museum Moderner Kunst: un gigantesco parallelepipedo ricoperto di basalto, dedicato all'arte moderna e contemporanea.

Ormai è una certezza: Vienna, ritornerò! 



venerdì 28 dicembre 2012

Adolf Loos

Questo è l'inizio di una storia. E questa storia inizia a Vienna qualche anno fa. 
E' poi rimasta lì, nel cassetto. Ogni tanto faceva capolino strizzandomi l'occhio. 
Ma solo oggi credo ci siano le condizioni per cui diventi una storia interessante ed emozionante non solo per me.



Come tutte le storie che si rispettino ha inizio in un bar, ma non un bar qualunque. 
Il Loos Bar. Meglio noto come American Bar, progettato nel 1908 da Adolf Loos, uno dei pionieri dell'architettura moderna e del razionalismo europeo, caratterizzato da forme semplici, funzionali e razionali. 




Un piccolo bar, dall'atmosfera rimasta immutata nel tempo, i colori ambrati, gli specchi che dilatano lo spazio, la simmetria e l'alternanza di forme quadrate e circolari. Qui avviene il primo incontro. E rimango per qualche tempo immersa e coinvolta in questa atmosfera che vibra di energia e di voglia di cambiamento.

Improvvisamente la porta si apre e mi ritrovo in strada, alla luce, al freddo, al vento. Emozionata e spaesata allo stesso tempo. Mi sento smarrita, ma è solo un attimo. 

Il mio sguardo è catturato da un edificio imponente, elegante, perfetto. E' la Looshaus, simbolo di eleganza formale e semplicità, che si contrappone nettamente al decoro e allo sfarzo di inizio secolo. In cemento armato e marmo. Silenziosa. Avvolgente.






archisquare.it

Mi sento al sicuro. E mi dirigo con passo svelto, proteggendomi dal freddo e dalla neve che comincia a scendere ora che ormai si avvicina la sera, verso il Leopold Museum, dove troverò rifugio per un pò. 


A presto.

martedì 25 dicembre 2012

Buon (decoro di) Natale

Il mio regalo per oggi: le più belle immagini in tema di decorazioni natalizie, tra tutte quelle viste in queste ultime settimane sui social media e non solo. 

Buon Natale! 

E grazie di cuore: oggi Lo Spazio Perfetto ha raggiunto le 5.000 visite in poco più di 3 mesi! Un'occasione di più per festeggiare.



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