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martedì 15 settembre 2015

Giotto a Milano: un capolavoro, anzi 14

Quante sorprese mi ha riservato la visita alla mostra "Giotto, L'Italia" a Palazzo Reale a Milano, che resterà nella nostra città fino al 10 gennaio.

Polittico Baroncelli (particolare)

La prima, forse banale: Giotto era una star. Riconosciuto, ammirato, richiesto e preteso da committenti importanti. E attivo su diversi cantieri in un'Italia che ancora Italia non era: Firenze, Assisi, Roma, Bologna Rimini e Milano. Il primo "artista viaggiatore".

Questo è il primo forte messaggio che passa al visitatore appena entrato nella sala introduttiva alla mostra. 

E subito ecco le prime opere. Maestose e incombenti, nell'allestimento eccezionale di Mario Bellini. Allo stesso tempo vicine e quasi complici. Sembrano guardarti facendoti l'occhiolino, quasi a dire: "Sì, sono qui. Guardami e scoprimi pian piano".

Polittico Baroncelli (particolare)

14 opere esposte in 9 sale, che coprono quasi 40 anni di attività di Giotto attraverso l'Italia del '300. E già dalle opere giovanili, esposte nella prima sala, comincia a trasparire la seconda sorpresa. 

Polittico di Badia - Madonna col Bambino (particolare)

L'estrema modernità. Appare subito evidente e per un momento pensi "No, aspetta, ma all'inizio del '300...non si dipingeva così". No, l'iconografia religiosa non prevedeva certo questi tratti umani, questi gesti così spontanei e naturali, questi sguardi che ancora oggi sembrano così vicini nel tempo e nello spazio.

La rappresentazione dei sentimenti. Ricordate questo concetto e non perdete la sala in cui si approfondisce questo aspetto con un excursus davvero ben fatto e interessante su come Giotto ha saputo trasmettere allo spettatore (e ne avrete la prova) le emozioni dei personaggi che animano, è proprio il caso di dirlo, le sue opere. 

Polittico Stefaneschi (particolare)

E allora andiamo avanti. E di fronte ad uno dei più meravigliosi polittici, quello per la Cattedrale fiorentina di Santa Reparata...ecco la terza sopresa: improvvisamente scopriamo che la nostra meraviglia non finirà lì, davanti a questa tavola. Perchè bisogna girarvi attorno per scoprire un'umanità ancora più esasperata e affascinante, nel retro di questo polittico bi-fronte.

Polittico di Santa Reparata (verso)

Siamo solo all'inizio, seguiranno altri capolavori: il polittico Stefaneschi, dipinto per l'altare maggiore della Basilica di San Pietro in Vaticano, il polittico Baroncelli per l'omonima cappella di Santa Croce a Firenze e tutte le più grandi e rappresentative opere di questo grande artista che, insieme a Dante, ha definito i canoni della cultura italiana.

Polittico Baroncelli

A voi scoprire passo dopo passo questa splendida mostra. Io voglio solo soffermarmi su un ultimo aspetto.

L'allestimento. "Bellini ha saputo dare centralità all’opera del Maestro toscano, isolando le tavole e gli affreschi nello spazio e, al tempo stesso, unendoli idealmente in un continuum cronologico e geografico di assoluta godibilità estetica." ha scritto Domenico Piraina, Direttore di Palazzo Reale. 

Io nel mio piccolo riassumo tutto in due solo parole: emozionante e "vicino" allo stesso tempo. Una sensazione creata grazie alla realizzazione di una sequenza di "altari profani" su cui poggiano le opere e all'uso sapiente di materiali (il ferro), di colori (il grigio "penombra") e della luce che accende, è proprio il caso di dirlo, solo le tavole policrome di Giotto.
 
http://www.bellini.it/exhibitions/Mostra_Giotto.html

Non poteva che essere così, eccezionale, un allestimento all'altezza dell'artista che per primo ha creato un nuovo senso dello spazio, inserendo le sue figure in "scatole architettoniche" (o in paesaggi aperti) che danno una perfetta sensazione di profondità e tridimensionalità.

Un consiglio: dedicate qualche minuto alla sala di approfondimento su come Giotto ha rappresentato e lavorato con gli elementi architettonici. Anche questa vi riserverà belle scoperte. 

E allora non perdetevi questa mostra. 
Ed entrate consapevoli che, lì, dovrete prendetevi il vostro tempo. 
Osservare, ascoltare, emozionarvi.

Buona arte a Milano! 


Informazioni utili:
QUANDO: dal 2 settembre 2015 al 10 gennaio 2016
DOVE: Milano, Palazzo Reale, piazza del Duomo 12
ORARI: lunedì: 14.30-19.30; martedì, mercoledì, venerdì e domenica: 9.30-19.30; giovedì e sabato: 9.30-22.30
BIGLIETTI: intero 12€ (comprensivo di audioguida)
PRENOTAZIONI E INFORMAZIONI: Tel 02 92800821; www.vivaticket.it


domenica 5 maggio 2013

Milano Porta Nuova

La nuova Milano passa da qui: piazza Gae Aulenti è la prima tappa. Un angolo di Europa fatto di palazzi che rispecchiano (nel bene e nel male) la luce, di fontane discrete e scenografiche allo stesso tempo, di particolari originali che catturano l'attenzione.





Nuove costruzioni anomale rispetto al consueto panorama milanese cominciano a stagliarsi all'orizzonte e a catturare l'attenzione di passanti e curiosi, creando un gioco di contrasti tra vecchio e nuovo.




Aree pedonali e ciclabili circondate dal verde cominciano a delinearsi.
E l'immaginazione e il desiderio disegnano una nuova Milano dalle ampie vie e dai facili collegamenti tra storici quartieri come Repubblica, Isola e Brera.
Ecco la posa della passerella ciclo pedonale dello scorso 2 Maggio.







martedì 23 aprile 2013

Moroso e Pontaccio

Eccoli qui. I due luoghi del Fuorisalone che per me meritano di più. L'installazione di Moroso e lo Spazio Pontaccio. E la fortuna di averli visti in un momento senza folla che ostruisce la vista, senza rumori che distolgono l'attenzione. Nel silenzio e nella solitudine che rendono la bellezza...ancora più bella.

MOROSO

Un'installazione che affascina, romantica e di carattere allo stesso tempo. L'abbinamento di due brand, Moroso e Kvadrat, realizzato in modo perfettamente bilanciato.






Al centro dell'attenzione le sedute di Moroso, che catturano lo sguardo e portano lo spettatore a soffermarsi prima sull'insieme romantico e bucolico e subito dopo sui dettagli di stile e colore


 

E appena ti sei abituato a questa vista eccoli, i pannelli di Kvadrat.


Improvvisamente realizzi che ci sono. Che si muovono e ti circondano come presenze rassicuranti.




E non puoi che avvicinarti per toccarne la materia, per accorgerti che nel loro lento movimento delineano forme geometriche che bilanciano perfettamente la scena.




Ecco la bellezza di questo angolo di Fuorisalone nella sua essenza.




SPAZIO PONTACCIO

E' sempre una scoperta, a partire da quell'atmosfera che ti fa sentire a casa tua, come se stessi passeggiando nel tuo salotto. Allo Spazio Pontaccio ogni angolo è un mondo su cui soffermarsi. A guardare e a pensare senza limiti di tempo.

Di questi mondi ho scelto qui quelli che mi hanno donato più gioia e ispirazione tra tutti.






E ora...manca solo Tortona. Al prossimo post.

mercoledì 17 aprile 2013

Brera Design District

Il Salone del mobile è finito da poco. Ma i ricordi del Fuorisalone ancora no. 

Passeggiando per Brera e dintorni ecco ancora qualche spunto e suggestione che arrivano dal perfetto connubio tra arte e design, da giovani emergenti designer o semplicemente (si fa per dire) dall'utilizzo di materiali riciclati.















Sì, perchè Brera è e rimane Brera, ma durante il Salone del mobile si trasforma e mette in mostra il meglio di sè. 




E nel prossimo post...Spazio Pontaccio e Moroso!

venerdì 12 aprile 2013

Rossana Orlandi 2

Eccoci di nuovo allo Spazio Rossana Orlandi.




Dove non si è solo spettatori, ma si è trascinati in una dimensione ideale per soffermarsi, ascoltare, imparare e meravigliarsi.









Qui la luce è protagonista nascosta. La luce d'accento. Usata in modo esemplare per creare angoli suggestivi e valorizzare al meglio gli oggetti, i veri protagonisti. Ecco qualche esempio qui, e nel post precedente.









 Grazie per la bellezza, dentro e fuori.


giovedì 11 aprile 2013

Rossana Orlandi 1

Ecco un altro appuntamento imperdibile del Fuorisalone. Grandissima scenografia d'effetto, lo Spazio Rossana Orlandi




Attraverso un dedalo di stanze si scoprono a poco a poco meravigliose ambientazioni di oggetti, arredi, sculture, piatti, divani, tessuti e tanto altro ancora. 








Fino ad arrivare all'ampio salone del primo piano, in cui sono gli arredi stessi a creare piccole oasi di emozionanti scoperte. Bello. Bellissimo.








E certo non è tutto qui. A domani per un secondo reportage fotografico su questo affascinante spazio e su ciò che più mi ha emozionata.